Archivi categoria: Tecnologia – correttivi

modifiche e miglioramenti su tecnologia esistente

L’Alveare – Radio Capodistria

Mi capita ogni tanto di essere invitato a parlare in pubblico dei temi che seguo come la mobilità elettrica. Recentemente ho accettato una intervista in una bella trasmissione ed ho parlato a nome di Energoclub Onlus.

Ecco qui il podcast che potete riascoltare col titolo:

AUTOMOBILI: DAL DIESEL GATE ALLE AUTO ELETTRICHE

Buon riascolto.

lalveare

http://4d.rtvslo.si/arhiv/l-alveare/174453359

 

Smartphone – Incredibile compagno di viaggio

In occasione di un viaggio in treno da Portogruaro a Bari ho sfruttato ancora una volta l’utilità di portare con me uno smartphone. Ormai è come un coltello svizzero: ricco di utensili buoni per ogni necessità.

Con l’ampia disponibilità di connessione alla rete e di applicativi o App, è possibile semplificare la ricerca di informazioni,  ma non solo. Si può anche facilitare e migliorare l’esperienza di viaggio in questo.

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Ecco una carrellata di attività svolte in 48 ore con il fedele Samsung Galaxy Note III . Il sistema in uso è Android 4.

Pianifico il viaggio di andata e ritorno con la App “Orario Treno”.  Compro il viaggio e Pago con PayPal. Controllo l’orario del treno con lo stesso sistema e mi avvicino alla stazione.

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Appena a bordo treno Chiamo al telefono un cliente e poi dopo saluto la moglie usando il mio fido auricolare senza fili Bluetooth.

Sempre a bordo leggo finalmente alcuni articoli tratti da Nova24. Questi sono interessanti inserti domenicali del Soloe24ore che mia moglie Sabina mi mette via. Col tempo si sono accumulati ed il viaggio mi offre l’opportunità di recuperare.  Essendo un giornale “aumentato” espando alcuni articoli con l’apposita App “NovaAJ”.  In pratica inquadro da questa applicazione sul Galaxy Note III  il codice stampato sul giornale ed ottengo l’articolo completo in pochi secondi.

Metto via Scansionando un paio di articoli selezionati come interessanti sul giornale con l’ottima App Evernote.

Dopo un poco stanco di leggere, tra uno sguardo fuori dal finestrino e uno nel vuoto decido di proseguire con l’Ascolto dell’ultimo audiolibro scaricato con “Audible”. Riprendo esattamente da dove ero rimasto il giorno prima il testo “Steve Jobs –  Ii genio visionario e creativo Del nostro tempo”. È molto bello e appassionante e mi fa rivivere gli anni novanta dell’informatica.

audible

Intanto a Bologna mi accomodo in cuccetta. È già buio nello scompartimento e devo aprire la piccola valigia che ho al seguito chiusa a chiave.   Illumino il lucchetto usando L’App ‘Torcia ” che sbianca lo schermo.  Controllo l’orario e imposto la Sveglia alle ore 5:50,  cioè poco prima dell’ arrivo con l” App orologio in dotazione.

Sceso a Bari,  mi dirigo fuori dalla stazione ferroviaria e cerco la strada per l’albergo che ho prenotato non lontano da lì.  È molto presto ed è ancora buio: nn c’è quasi anima viva in giro a parte un esercito di netturbini, Ma non sono sicuro della direzione da prendere. Faccio tap sull indirizzo memorizzato nell’app “calendario ” e si Avvia  L’App “Maps” di Google che mi mostra  la strada.

Scatto qualche foto in giro durante il tragitto e arrivo in hotel. Intanto metto su la seconda batteria carica sullo smartphone e tolgo quello scarica. Controllo il meteo e le previsioni a breve che sono sempre disponibili sul desktop.

Durante la giornata mi tengo in contatto con colleghi e amici tramite le solite App ” messaggi sms,  whatsup e Facebook ‘.

Nei tempi di attesa tra un impegno e l’altro controllo la Posta via” Gmail app”

Incontro l’ amico Giuseppe con la sua splendida automobile elettrica Kia Soul EV e cerchiamo una stazione di ricarica con la App “NextCharge” a cui chiediamo di condurci sul posto.

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Alla sera sono a cena con altri amici presso la “trattoria di Giulio Cesare” vicino al policlinico di Bari,  e ancora una volta mi faccio ” portare da”  maps che mi dice sia distante 1,2 km a piedi e che ci metterò circa 15 minuti .

Dopo una piacevole serata e una gustosa cena pugliese, scattiamo qualche Foto tutti assieme che Scambieremo tramite “whatsup”.

Rientro in albergo e dopo una rinfrescata mi preparo per riposare. Ma prima vedo cosa c’è in TV. Apro l’App ” guida TV ” e subito dopo decido che non ci sia nulla di interessante. Dopo qualche minuto di zapping il telecomando, decido di riposare. Collego il Cavo di alimentazione,  imposto di nuovo la sveglia  e Avvio l App “orologio notturno” e poggio lo smartphone sul mini piedistallo pieghevole che ho sempre con me durante i viaggi. Avrò l’orologio stile display radiosveglia visibile durante tutta la notte. Mi piace conoscere l’ora durante la notte se mi sveglio :Sono abituato così da tanto tempo.

Al mattino dopo la colazione,  mentre aspetto l’amico Ettore nella ingresso dell’albergo, mi metto a  Scansionare alcuni biglietti da visita ricevuti il giorno prima e un paio appunti presi su foglietti  volanti tramite “Evernote”,  il mio archivio sulla nuvola che mi permette di  trovere sempre quel che ho Archiviato. Inoltre   Imposto qualche promemoria per i prossimi giorni.

Faccio una passeggiata sul notevole  lungomare di Bari e poi ritorno con calma verso il centro. Il dispositivo “mifit”  al polso mi segnala con il tipico lampeggio doppio che ho già  raggiunto l’obiettivo di 8000 passi. A fine serata l’App ” health”  mi avviserà che ho superato  il precedente  record di passi: mi dice che la mia attività fisica è durata 216 minuti pari quasi a 21 mila passi. Wow!

app-health

Di ritorno verso casa in treno,  ho a portata di mano “Orario treno ” che mi permette di controllare sempre se il convoglio é in orario o se porta ritardi. La giornata è buona dal punto di vista meteo e in treno c’è il clima accesso. Controllo con L’App incorporata “temperatura ”  il microclima interno alla carrozza: leggo 24 gradi, ma con 55% di umidità e 1017 mBar di pressione  atmosferica,  a conferma del tempo buono di questi giorni.

In certi tratti mi sembra così veloce questo treno freccia bianca che mi domando: ma a che Velocità va adesso? Lancio “Androidts” e mi dice che siamo a 181 km/h,  ecco mi sembrava: vedo i veicoli sulla statale adriatica lentissimi a confronto.

Ad un certo punto penso  che mentre sarò in viaggio  andrà in onda la trasmissione geo su rai tre dove parleranno dell’evento a cui ho partecipato anche io a Bari. Non voglio perderla,  perciò vado sul sito Vcast.it  dove sono accreditato e prenoto all’istante  la Registrazione del programma TV che troverò più tardi sul mio Google drive. Fatto. Potrò vederla anche qui in treno connessione permettendo prima di rientrare a casa.

Ricevo da Ebay un avviso di scadenza offerta per un kit di cartucce per la stampante che cercavo. Quindi lo Compro.

Intanto metto su le cuffie,  lancio l’App “musica” e ascolto alcuni degli ultimi brani musicali registrati tra i mie liste preferite. In automatico il programma “music match” mi Mostra i testi dei brani che ascolto, ma dopo un poco lo sposto fuori dallo schermo poiché non sono interessato in quel momento.

Butto giù queste note per il mio blog usando ancora una volta Evernote.

evernote

Avrei potuto compiere altre attività con l’ausilio dello smartphone. È incredibile: solo quindici anni fa non avrei potuto avvalermene.

Difendersi dall’aria cattiva in automobile

 

Gennaio 2016

La pessima qualità dell’aria in questo periodo è sotto la lente da parte di tutti, istituzioni, cittadini e mezzi di comunicazione. Il motivo è che le condizioni meteo negli ultimi sessanta giorni non hanno portato pioggia, come sarebbe tipico del periodo autunnale. Anzi, l’alta pressione persistente sul centro Europa ha reso stabile questa situazione determinando paradossalmente sulla pianura Padana una condizione negativa.

Inquinamento Padana

Risultato: l’inquinamento dell’aria proveniente da gas di scarico di varia natura, cioè da automobili, riscaldamento, industrie, ecc. permane a livello del terreno avvelenandoci non poco ogni giorno e senza scampo.

Le centraline di rilevamento dell’inquinamento lo registrano regolarmente, ma pochi vanno a leggere i dati.  In genere, se possibile, bisogna stare alla larga dai grossi centri urbani e comunque da zone trafficate per ridurre l’esposizione.

In automobile è consigliabile non avvicinarsi troppo al veicolo che precede sulla strada specialmente se si è in coda. Ciò  è importante soprattutto se si ha davanti un diesel, o comunque una vecchia automobile o autocarro. Io ho sempre usato la funzione ricircolo dell’aria dell’abitacolo presente in moltissime auto per ripararmi da tali emissioni. Ho addirittura desiderato un più comodo comando sul volante, visto il gran numero di volte che lo attivavo.

Prendo spunto da questi fatti per descrivere la dotazione della nostra seconda  automobile in casa in fatto di salubrità dell’aria. Parlo della Renault Zoe in versione Zen. Per chi non la conoscesse, si tratta di un auto a sola trazione elettrica. Si, avete capito bene: è un auto a batteria ricaricabile!

 

Zoe

Il naso elettronico

Ebbene, questa versione nasce con l’idea di curare il benessere durante la guida. Quindi oltre alla scelta di tinte e tonalità di colore degli interni, oltre al climatizzatore automatico a pompa di calore, vi è una dotazione tecnica interessante che riguarda appunto il trattamento dell’aria interna.

Cosa significa? Tramite un sensore posto all’esterno viene analizzata la qualità dell’aria esterna e se ritenuta inquinata, viene segnalato tramite una icona appropriata sullo schermo touch centrale. Ma soprattutto vengono attuate delle operazioni automatiche a tutela degli occupanti.

Nella foto qui sotto potete apprezzare la schermata con i rilevamenti.

Copia di Cruscotto Zoe con rilevazione qualità aria esterna

 

Mentre qui sotto, ecco un estratto dal manuale utente che descrive nel dettaglio la gestione dell’aria.

Ricircolo dell'aria Abitacolo Zoe

In pratica, se il livello di inquinamento supera la soglia prestabilita, viene automaticamente attivato il ricircolo dell’aria che preverrà l’ingresso di inquinanti nell’abitacolo. Al cessare della situazione critica, sarà riattivato il flusso di aria dall’esterno.

Il sistema è interessante e decisamente utile. Tuttavia non è dato sapere a quali inquinanti reagisca. Probabilmente sarà sensibile al particolato sottile, all’ozono e agli ossidi di azoto vari. Non ho trovato dettagli tecnici e sarei curioso di approfondire.

Difesa pro-attiva

A bordo è presente anche uno ionizzatore, pure questo nella dotazione iniziale di fabbrica, con lo scopo di purificare l’aria. Esso è attivabile dallo schermo touch centrale nell’apposito menù: Veicolo –> Cura.

Mi sarei aspettato l’attivazione in automatico anche della funzione Clean dello ionizzatore, cioè a ripulire con ioni negativi l’aria nell’abitacolo. Mentre invece tale funzione è attivabile manualmente, oppure impostabile per ogni avviamento del motore. C’è anche un’altra impostazione che è chiamata Relax deputata a “creare un’atmosfera di guida sana e rilassante” come recita il manuale. Entrambe richiedono il climatizzatore acceso e le bocchette dell’aria aperte.

A monte dell’ingresso aria nell’abitacolo, c’è sempre un filtro anti-pollini che va sostituito annualmente. Non ho ancora capito se si può avere opzionalmente ai carboni attivi oppure no. Notoriamente sulle altre automobili ha un efficacia superiore nell’azione di filtro. Tuttavia, vista la dotazione tecnica di questa vettura, potrebbe non essere necessario.

A completamento dello stile “Zen”, a bordo è installato anche un diffusore di essenze che funziona a cartucce intercambiabili. La fragranza offerta fin dall’inizio è la lavanda, ma credo ce ne siano altre da comprare presso la rete Renault. Anche questa funzione è da attivare manualmente.

Diffusore d'essenze

Personalmente non la sopporto in quanto risulta troppo forte il profumo emesso, nonostante tale erogazione sia regolabile. Ma io sono particolarmente sensibile agli odori e non faccio testo. Purtroppo durante l’estate sotto il sole cocente, col cruscotto bollente, la fragranza della cartuccia installata si sente lo stesso senza nemmeno attivare la funzione.

Concludendo

Queste caratteristiche ben si sposano con il carattere “pulito” del veicolo elettrico, amico dell’ambiente e presumibilmente di chi lo guida. Lo sforzo del costruttore profuso nella realizzazione di questa automobile e soprattutto di questo modello Zen, credo sia ripagata dalla soddisfazione dei clienti, specialmente al femminile. Mi moglie Sabina adora tutto questo e ringrazia.

Soprattutto ho trovato un valido aiuto e rifugio nell’affrontare fumose strade e in genere inquinate città.

Non ultimo, sono diventato curioso rispetto alla qualità dell’aria che incontro durante la marcia, perciò butto spesso l’occhio sull’apposita icona per conoscere lo stato.

Icona con foglia

A volte rimango sorpreso nello scoprire qualità pessime dietro a insospettabili recenti veicoli o territori. Di certo recentemente ho rilevato che la mia città (Portogruaro) è più inquinata del solito, secondo il naso della mia Zoe Zen, ma questo penso stia succedendo in tutto il nord d’Italia in questo periodo.

Sinceramente ora comincio a desiderare un monitor della qualità dell’aria da mettere anche dentro e fuori casa. Il tentativo è quello di organizzare meglio la difesa dell’ambiente domestico.

Tecnologia al servizio della gente comune – Mi Band Xiaomi

Vi siete mai chiesti quanto movimento fisico fate durante il giorno, oppure se il sonno sia di scarsa qualità? Penso proprio di si. La preoccupazione è quella di mantenere uno stile di vita sano e in definitiva conoscere lo stato della propria salute.

Ebbene, è piuttosto facile monitorare queste funzioni. Basta tenere al polso (o al collo) un minuscolo braccialetto e possedere uno smartphone  di ultima generazione.

Braccialetti
Braccialetti

Antefatto

La scorsa primavera il mio amico Giuseppe C. appassionato di tecnica come me, ma soprattutto più sportivo di me, mi ha illustrato il suo recente acquisto. Sto parlando del dispositivo Mi Band della cinese Xiaomi.

Dispositivo nudo
Dispositivo nudo

Si tratta di un piccolo oggetto tecnologico inserito in un cinturino intercambiabile da polso. Una volta ricaricato tramite una porta USB e indossato, è in grado di registrare continuamente l’attività fisica della persona che lo indossa. Quando uno vuole poi si possono analizzare questi dati su uno smartphone tramite la sua applicazione (APP) gratuita o altra di terze parti.

 

Esperienza

Inutile dirvi che dopo poco ne ho comprati un paio: uno per me e uno per mia moglie Sabina che aveva mostrato interesse, assieme ad una serie di braccialetti colorati intercambiabili.

Bene, sono passati ormai più di sei mesi in cui lo abbiamo utilizzato durante la vita quotidiana recuperando i dati sia con smartphone basato su sistema Android (Samsung Galaxy Note III) e sia basato su sistema Apple (Iphone 5 C e da poco Iphone 6S).

APP

La parte interessante è proprio quella dell’analisi dei dati raccolti dal sensore sul bracciale tramite l’applicazione Mi Fit scaricabile liberamente su Google Play

Icona Mi Band

Dopo la prima installazione, è necessaria una registrazione sul sito Mi Band e l’accoppiamento (pairing) col dispositivo tramite bluetooth (almeno in versione 4).

Si potrà personalizzare il sistema specificando la posizione del sensore, cioè se si indossa al polso, destro o sinistro, o al collo. Inoltre se deve ripetere vibrando e lampeggiando il segnale di chiamate telefoniche in arrivo dello smartphone, utile in caso non sentiate la suoneria  perchè immerso nella borsa o bagagliaio dell’auto.

Una volta eseguiti questi passaggi si potrà interagire con l’applicazione che registrerà e mostrerà i dati relativi all’attività fisica. Successivamente si potranno impostare altre funzioni. Per esempio Mi Band potrebbe ripetere notifiche da altre applicazioni (fino al massimo di 3) registrate, come email, sms, ecc…

Questa app (Mi Fit) serve anche per aggiornare il firmware (software residente) del sensore. Man mano che saranno disponibili versioni aggiornate, esse verranno applicate automaticamente.

È piuttosto semplice il  menù:

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La schermata principale mostra l’attività diurna.

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Si può anche vedere tramite istogramma lo storico dei giorni e delle notti passate apprezzando a colpo d’occhio l’andamento nel tempo dell’attività fisica.

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Molto interessante la parte che riguarda il sonno. Infatti sfogliando la pagina dell’attività diurna, si accede a quella notturna. Vengono mostrati i cicli del sonno leggero e profondo con il riepilogo.

È qui che si vede quanto avete riposato. Nel mio caso posso essere soddisfatto quando il sonno profondo (strisce più scure) supera le tre ore per notte.

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e questo è il sommario delle registrazioni delle ultime notti. Da notare sul segmento un tratto più scuro che rappresenta il sonno profondo, cioè quello che effettivamente conferisce il riposo.

Screenshot da Mi Band

È possibile anche sapere lo stato della batteria del sensore sul braccialetto dall’apposita voce nel menù. Per esperienza dico che può durare anche 50 giorni una carica, ma è meglio anticipare perché a volte la stima è approssimata e succede che Mi band si disattivi. Diciamo che arrivati al 25% sia tempo di ricaricare.

A proposito: la carica avviene togliendo il dispositivo Mi Band dal bracciale e inserendolo nell’apposito cavetto in una porta USB del computer o su un alimentatore qualsiasi con questa porta. Serviranno 90 – 100 minuti per completare la carica della batteria e lo stato sarà segnalato anche dai tre led  sul frontalino del sensore stesso.

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Altre APP

Sugli smartphone è facile trovare già installata almeno una applicazione capace di raccogliere dati da Mi Band e dispositivi simili. Per esempio sui sistema Android della Samsung potete trovare S-Health. Mentre su Iphone trovate l’applicazione Salute. Basterà autorizzare o configurare il prelievo dei dati dal profile Mi Fit ed il gioco è fatto.

Queste applicazioni sono dedicate al fitness ed in genere a gestire una sorta di giornale sull’attività umana. Inserendo notizie sull’alimentazione, sul peso e altri dettagli, ci possono restituire lo stato di salute.

Mi Band

PRO

  • Si trova a buon mercato con un modesto investimento: poco più di 20 Euro + spese di spedizione (provate a cercare per es.: su Amazon)
  • durata batteria notevole: con l’attuale versione si va oltre i 40 giorni,
  • ripete segnalazione di chiamata in arrivo dallo smartphone vibrando e lampeggiando il led centrale: utile se lo avete in borsa o se è lontano da voi,
  • impostabili fino a tre allarmi / sveglie,
  • applicazione software ben fatta e semplice da consultare,
  • dispositivo impermeabile a norma IP67,
  • disponibili braccialetti intercambiabili di varie colori e fantasie.

CONTRO

  • L’estate può risultare poco tollerabile indossare bracciali (io non indosso nemmeno l’orologio),
  • il dispositivo tende ad uscire dalla sua sede nel cinturino se battete il polso rischiando così di perderlo,
  • con la mia versione non vengono rilevati e registrati i battiti cardiaci,
  • non rileva il sonno pomeridiano,
  • non rileva attività fisica in bicicletta,
  • manuale estremamente sintetico,
  • le segnalazioni visive tramite lampeggio dei led o tramite vibrazione del sensore sono molte, ma  sono poco chiare mancando documentazione.
  • serve Bluetooth almeno in versione 4 sullo smartphone.
  • acquistabile solo su Internet.

Concludendo

Mi sembra un ausilio utile, seppure in chiave tecnologica. Penso sia un’anticipazione di cosa ci aspetterà il futuro con una miriade di sensori connessi che ci comunicano qualcosa che ci riguarda o ci interessa.

L’esperienza d’uso quotidiano è positiva. Non disturba più di tanto la presenza del sensore/braccialetto specialmente quando non fa caldo. Il materiale di cui è composto il braccialetto è di buona qualità. Inoltre non è necessario interagire con l’applicazione sullo smartphone in quanto una volta installato, la registrazione avviene automaticamente e regolarmente. Quando si è curiosi si può interrogare l’app Mi Fit. Volendo è possibile pubblicare sui Social media tali risultanze tramite apposita funzione.

È interessante notare che, stabilito un obiettivo in termini di passi, per esempio viene proposto inizialmente 8 mila passi, il dispositivo Mi Band segnalerà il suo raggiungimento con vibrazioni e sfarfallio di led. Di fatti si configura come un leggero incitamento a raggiungere l’obbiettivo fissato. La cosa è rafforzata da avvisi dell’applicazione Samsung Health a proseguire con l’attività fino al raggiungimento dell’obiettivo che può essere anche diverso dall’app Mi Fit.

Sta a voi raccogliere o meno l’esortazione. In fondo è a fin di bene!

Ho letto che la versione nuova del Mi Band possa rilevare anche i battiti cardiaci. Dunque sarà possibile non solo monitorare anche quelli, ma calcolare con più precisione anche il consumo di calorie dovuto all’attività fisica.

 

 

Pubblicato nuovo libretto elettronico “Acqua Calda Col Sole”

Dopo lunga gestazione, ho terminato e pubblicato questo nuovo libretto in formato e-book: “Acqua Calda Col Sole – Impianto Solare Termico autogestito”.

Copertina ebook Impianto solare termico autogestito

È disponibile nelle maggiori librerie online già da un paio di settimane. Fare click sulla copertina per andare su Amazon, per esempio.

Il tema è quello dell’adozione di fonti di energie rinnovabili per l’abitazione utile a ridurre il fabbisogno di energia primaria (gas, petrolio, ecc.) e per inquinare meno. Ma viene trattato anche il tema della gestione dell’impianto solare che non è così scontata.

Partendo da una esperienza personale, si illustra il sistema impianto e le sue componenti principali e poi i rimedi agli eventuali problemi che potrebbero capitare.

Spero sia utile a quanti abbiano già impianti solari termici sul tetto e a quelli che ci stanno pensando. Al suo interno si trovano diverse indicazioni utili e suggerimenti per verificare lo stato dell’impianto e decidere come gestirlo.

Se letto prima di adottare qualsivoglia tipo di sistema o prima di comprare casa, il libretto può aiutare a compiere le scegliere giuste.

Buona lettura!

 

 

 

Aggiornamento datalogger DL2 impianto solare termico Resol

Sempre in tema di difficoltà nel far funzionare bene la tecnologia al nostro servizio, ma soprattutto al servizio dell’ecologia, questa volta cercherò di riassumere la soluzione del passaggio alla piattaforma VBUS.NET del noto produttore tedesco di centraline RESOL.

Questo articolo può essere utile a quelli che come me hanno installato un sistema solare termico governato da una centralina Resol in abbinamento con il datalogger DL2 della stessa casa.

Resol DL2

Premessa

Il datalogger DL2 permette il monitoraggio e la registrazione dei valori di funzionamento dell’impianto leggendoli dalla centralina di governo, in questo caso una Deltasol BX.

Fino a ieri il monitoraggio storico era un poco scomodo in effetti potendolo effettuare solo in rete locale tramite applicazione dedicata per tablet Ipad. Quel che ci voleva era proprio la possibilità di visualizzare ovunque il buon funzionamento dell’impianto.

Ebbene la Resol ha effettuato la primavera scorsa un importante aggiornamento del firmware che oggi è disponibile nella versione 2.0.

Se tutto andasse liscio, i possessori del  datalogger DL2 effettuato l’aggiornamento, si registrerebbero gratuitamente sul sito vbus.net, configurerebbero quanto necessario e subito dopo, potrebbero monitorare l’impianto come prima, ma anche via web da ovunque egli si trovi.  Ecco il riferimento http://www.resol.de/index/startseite/sprache/it

Il risultato è il seguente: http://www.vbus.net/vbus/scheme/id/719

Si tratta del mio impianto solare termico in effetti.

Purtroppo non è così che vanno le novità. Succede invece che potrebbe servire un passaggio ad un firmware intermedio (versione 1.4.6) che non si trova o meglio che non si vede sul sito Resol.

Inoltre, cosa peggiore, non si capisce dove recuperare il token  per abilitare il servizio on line. Questo capita sebbene ci sia una videoclip che spieghi come fare, ma evidentemente non in modo esauriente.

Contattando l’assistenza Resol, ho ricevuto supporto, ma insufficiente a risolvere il problema. Chi mi ha contattato non era un tecnico e non l’aveva mai provato.

Ora ho verificato che il riferimento firmware intermedio 1.4.6 si vede regolarmente, ma se non così non fosse, provate con altro browser.

Per quanto riguarda il token della DL2 , cioè il codice abilitante il servizio online Vbus.net, bisogna recuperarlo nelle pieghe dell’interfaccia web e precisamente:

sotto Device Config\Remote Acces\ Remote access over Internet deve scegliere  “Use VBus.net for remote access?” e mettere a “Yes”.

Premere “Save configuration”

Poi ritornare a 

Device Config\Remote Acces\ Remote access over Internet 

Quindi là appare il Token – può durare fino a 3 minuti

Pressuposto è l’accesso internet per il datalogger DL2.

Ottenuto il token si può procedere con la configurazione sul portale Vbus.net seguendo le istruzioni.

Sperando di aver spiegato meglio l’operazione, auguro ai possessori dell’oggetto in questione una buona riuscita.

 P.S. ho un Adattatore di interfaccia VBus/LAN che mi avanza. Se può interessare fatemi sapere che lo cedo ad un buon prezzo.

Risolto problemi di prestazione su inverter fotovoltaico Aurora Power

Scrivo questo articolo a beneficio di chi come me ha l’impianto fotovoltaico e lamenta problemi di prestazioni di picco.  Il mio caso particolare è stato risolto.

Ritenendo diffuso il problema, spero che  condividendo la soluzione possa aiutare qualcun altro.

17 giugno 2013

Sono possessore di un inverter Aurora della PowerOne modello PVI-3.0-TL-OUTD collegato ad un pannello fotovoltaico da 2,88 KWp. Impianto installato a fine agosto 2012.

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Ho aderito al sistema di monitoraggio MyMonitor utilizzando il dispositivo CurrentCost.

Dopo diversi mesi di osservazione sul funzionamento dell’impianto, mi sono accorto di un problema che riguarda la produzione di picco.

Essa è difettosa! Questa è causata dalla configurazione dell’Inverter che ho appena accertato e qui documenterò.

L’attenta osservazione del grafico di produzione, mi ha permesso di capire che l’inverter non raggiungeva mai un picco superiore ai 1950  KWp durante la giornata, diversamente dal mio vecchio impianto esistente di potenza molto simile (2,92 KWp).

In pratica, arrivati verso le ore 11 del mattino, la produzione di picco si assestava sempre sotto i 2000 Watt e questo per circa quattro ore, cioè quando il sole comincia a calare. Ciò disegna un grafico di produzione con la campana schiacciata in alto.

Aurora prima - venerdi 14 giugno 2013  --

Sembrava come se l’inverter, raggiunto una certa soglia si fermasse e avesse dei problemi: come se andasse in saturazione.

Parlando con l’amico Fabio C., che ne ha visti tanti di grafici di produzione fotovoltaica, è venuto fuori che aveva già visto una  situazione del genere.

Ebbene si trattava proprio di un caso con impianto molto simile al mio, e soprattutto stesso inverter PowerOne Aurora. Mi ha riferito che si è rivelato poi un problema di configurazione dell’inverter.

E’ stato risolto cambiando la configurazione dei canali di ingresso in continua.

In effetti questo inverter ha due canali destinati ad altrettante stringhe. Nel mio caso il pannello composto da 12 moduli è collegato in serie su di un unico canale formando una unica stringa. Il secondo canale di input non è collegato.

Con le indicazioni ricevute ho potuto correggere il problema. In effetti ho trovato riscontro nel manuale dell’inverter stesso,  che allego qui alla pagina che spiega la configurazione.

Manual for Aurora Photovoltaic Inverters - estratto

Inutile dirlo: immediatamente alla sera stessa, atteso lo spegnimento del sistema (causa mancanza di luce) ho eseguito personalmente il cambio di configurazione sull’inverter e il giorno dopo ho potuto accertare la differenza.

Ecco il grafico di produzione  dopo la modifica.

Aurora dopo 1 - sabato 15 giugno 2013 --

In pratica si tratta di cambiare a modalità di input della tensione in corrente continua dell’inverter dalla configurazione singola stringa alla configurazione parallelo cioè con tutti e due canali collegati. Ho utilizzato due cavallotti che avevo come accessori di questo
inverter e modificato la posizione di un commutatore (DIP Switch).

Sto monitorando l’effetto di questa modifica di configurazione sul inverter, ma già vedo una differenza, che in questi  giorni di caldo intenso vale “solo” 900 watt ora. Credo che in altre giornate meno calde e meno afose possa arrivare anche un kilowattora e  mezzo di produzione in più!.

Evidentemente la ditta che ha installato il mio impianto a suo tempo ha ritenuto sufficiente quella configurazione, ma non ha mai verificato effettivamente la resa. Ne i suoi clienti gli hanno riferito di problemi.

Questa nota credo sia utile a tutti i possessori di inverter a doppio canale e credo ce ne siano tanti.

Attraverso il monitoraggio e la valutazione comparata è stato possibile capire il problema ed intervenire subito.

Buona fortuna!

Rimango a disposizione.