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Varie su Energie rinnovabili

Greenpeace promuove i cittadini energetici

Recentemente mi sono prestato come testimone per la campagna a favore dei cittadini consumatori e produttori di energia così detti Prosumers o Energy Citizens promossa da Greenpeace.

Ecco quello che ne è venuto fuori…. sperando di smuovere gli indecisi.

Il tema trattato si lega con quanto da me fatto negli ultimi anni. Si veda per esempio il libretto pubblicato sul tema specifico dell’impianto solare termico.

Questa è la storia di Pasquale, che produce “energia rinnovabile fatta in casa”, ma potrebbe essere la tua.
Ci sono case che funzionano con energia pulita e autoprodotta, biblioteche che producono più energia di quanta ne consumino, e fattorie che diventano frutteti irrigati grazie al solare. Ti sembra finzione? È la realtà, e noi vogliamo che sia un diritto: questa energia è libertà!
UNISCITI anche tu al movimento per la Libertà di Energia! ☞ http://bit.ly/2jY0W9s

Energy Citizens e Prosumers a Bari

In occasione dell’avvio del tour sulle Rinnovabili della nave Rainbow Warrior di Greenpeace, si è tenuta a Bari  il 4 ottobre 2016 una conferenza stampa sugli Energy Citizens.

Sono stato invitato come testimone ed è stata una ottima occasione per conoscere delle belle persone. Ecco il tema sul tavolo.

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Un piccolo passo verso un futuro rinnovabile. La metà della popolazione dell’Unione europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45 per cento della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft per conto di Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e REScoop.eu e presentato la settimana scorsa.

«Il potenziale dell’autoconsumo e della generazione distribuita in Italia è alto, e questo studio lo dimostra», commenta Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia.

In Italia gli energy citizens potrebbero produrre il 34 per cento dell’elettricità entro il 2050, grazie al contributo di oltre 26 milioni di persone. In particolare il 37 per cento di tale produzione potrebbe arrivare da impianti domestici, e la stessa percentuale da cooperative energetiche, il 25 per cento sarebbe il contributo delle piccole e medie imprese, mentre appena l’1 per cento proverrebbe da enti pubblici.

Ero in ottima compagnia assieme all’amico Ettore da Crotone e Giuseppe da Casamassima, entrambi Prosumers o Prosumatori come me e felici conduttori di veicoli elettrici.

Da lì ne è scaturita una intervista fuori dall’evento che è leggibile qui.

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Cosa sono i Prosumatori? Leggete qui.

Peccato che i media non abbiano dato risalto all’evento. Noto che i temi ambientali non fanno breccia nei cuori delle masse. Ma noi ci siamo.

“Punto di non ritorno”: messaggi per noi

Per saperne di più:about-the-film

Pochi giorni fa ho visionato il film documentario prodotto dal già famoso attore Leonardo Di Caprio “Before the flood” o nella versione italiana “Punto di non ritorno”.

Ebbene, quanto si racconta e si mostra nel film è inequivocabile: il nostro pianeta è a rischio e di conseguenza anche la popolazione mondiale. I comportamenti di alcuni minacciano l’intero mondo.

Per quanto mi riguarda, ero già edotto e poco ha aggiunto la pellicola. Ma come succede in queste cose, chi è sensibile al tema è già informato, mentre chi è mediamente distratto o indifferente non vuol sentire e vedere.

Comunque per chi ha voglia di saperne di più, consiglio la visione specialmente assieme ai figli e alla gioventù in genere.

I messaggi che si lanciano sono tanti, ma esplicitamente alla fine della visione ecco quelli più significativi che ho deciso di mettere in evidenza:

 

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immagine sopra tradotta:

Spetta a tutti noi

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immagine sopra tradotta:

Consuma in modo differente: ciò che compri, ciò che mangi e come ti approvvigioni di energia.

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immagine sopra tradotta:

Vota per i politici che si batteranno per i cambiamenti climatici, per la fine dei sussidi nei combustibili fossili, che investano nelle rinnovabili, che  lasceranno le fonti di energia fossile sottoterra e che supportino una tassa sull’uso del carbone (o sulle emissioni di carbonio)

Per saperne di più:

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Funziona l’impianto fotovoltaico?

Con oggi – 7 dicembre 2016 – il nostro primo impianto solare fotovoltaico da 3 kW compie nove anni.

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Ha prodotto 28 mila 213 kWh di energia elettrica pulita fin qui con un risparmio di 19 mila 751 Kg di CO2 (emissione evitate nell’atmosfera). Nessun guasto. Il rendimento di produzione è calato leggermente, ma era previsto. Rimangono altri undici anni di conto energia e scambio sul posto e poi speriamo altri dieci di produzione energetica residua che contiamo di accumulare in qualche batteria.

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Nel 2012 abbiamo installato un secondo impianto fotovoltaico sempre da 3 kW, che va pure bene, anche se ha registrato recentemente un problema all’inverter, guasto prontamente risolto dall’efficiente intervento in garanzia del produttore.

Ancora oggi gli impianti solari rappresentano una delle poche soluzioni che le famiglie hanno per rendersi energeticamente indipendenti e pesare meno sull’ambiente. Chi può si faccia coraggio!

Le caldaia a biomasse sono ecologiche?

Prendo spunto dalla pagina di un libro di testo, in adozione alle classi seconde presso IPSIA di Portogruaro, per evidenziare un equivoco sul tema.

Copia di Libro di tecnica di Alex
argomento tratto da un libro di testo per IPSIA

Se leggete nel riquadro sotto la foto, dentro l’articolo ritagliato (quello nell’area gialla), trovate scritto: “la scelta di una caldaia a legna porta un contributo positivo all’ambiente e alla tutela del clima, in quanto durante la combustione viene ceduta la stessa quantità di anidride carbonica rispetto a quella prelevata durante il processo di crescita”.

Siete convinti? Trovate nulla di strano? Ebbene, vi aiuto. Lì si dice che bruciare biomassa legnosa è ecologico! Voi direte: ma è così, niente di più naturale. È anche incentivato dallo stato il comportamento!

Capisco, ma si tratta di un equivoco e di usi tradizionali. Purtroppo la realtà è diversa!

Innanzitutto il termine “combustione” dovrebbe allarmare da solo. Infatti tutto ciò che produce combustione (brucia) inquina per definizione.

L’equivoco sta nel fatto che: rispetto all’emissione di anidride carbonica (CO2), che è un gas ad effetto serra,  bruciare biomassa in effetti risulta neutrale (in vita le piante assorbono CO2, ma quando bruciano la emettono di nuovo). Inoltre la strategia Europea “20-20-20” di riduzione dei gas ad effetto serra, dei consumi energetici, e dell’incremento dell’utilizzo delle energie rinnovabili ha portato ad un quadro normativo che ha determinato una progressiva diffusione delle tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare, in Veneto, si sono diffuse le centrali a biomassa). Sono stati quindi incentivati anche gli impianti domestici a legna e pellet. Motivo per cui si dice che è la biomassa legnosa è un combustibile ecologico.

Purtroppo non si considerano affatto le altre emissioni nocive derivanti da combustioni, specialmente quelle incomplete come: il Benzo(a)pirene. Non ultimo, si genera anche il famigerato particolato sottile PM10 e ultrasottile PM2,5.

Il benzo(a)pirene appartiene alla classe degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), presenti nell’aerosol urbano e generalmente associati al particolato con diametro aerodinamico inferiore ai 2 micron, in grado quindi di raggiungere gli alveoli polmonari e di conseguenza il sangue.

Al momento questi inquinanti oltre ad essere degli irritanti per il naso, la gola e gli occhi, sono stati inseriti, per le loro proprietà mutagene e cancerogene, nel gruppo 1 della classificazione IARC.

Tuttavia devo dire che nell’immagine pubblicata compare un ottimo esempio di generatore di calore a biomassa legnosa (la caldaia verticale di colore giallo sulla sinistra). Si tratta un una caldaia a pirolisi (a fiamma rovescia) ad alto efficienza e basse emissioni. Se le caldaie a legna fossero tutte così, faremmo un gran salto in avanti in fatto di emissioni nocive. Purtroppo nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte a generatori tipo caminetti aperti e stufe a legna o pellet non certificate di tipo economico.

Ad aggravare la situazione c’è poi il capitolo manutenzioni. Pochi eseguono la corretta e regolare manutenzione di generatori di calore e canne fumarie. Questo fatto aumenta i rischi di cattive combustioni con aumento degli inquinanti ed il rischio di incendi.

Qui parliamo sia di inquinamento interno ( abitazioni) sia esterno.

Non ultimo, anche i nostri sindaci e amministratori sottovalutano il pericolo per la salute dalla presenza massiccia nei centri abitati di queste stufe, caminetti e caldaie a biomassa. Per non parlare delle grandi centrali. Anzi, direi che ignorano il rischio anche per il fatto che sono secoli che si usa così.

In definitiva bisognerebbe: adeguare i regolamenti comunali, informare gli utenti e promuovere buone pratiche. Poi, effettuare controlli e sanzionare i trasgressori. Oppure si potrebbe direttamente bandire l’uso di legna e pellet nei centri urbani tra qualche anno, per la salute di tutti.

Speriamo che in quella scuola qualcuno spieghi ai ragazzi perchè riscaldarsi con la legna non è ecologico. A mio figlio ci penso io!

Alcuni dati di fatto:

Sulla qualità dell’aria nel Bacino Padano: a causa delle condizioni atmosferiche di elevata stabilità, scarsa circolazione dei venti e per la presenza di diverse sorgenti emissive (attività produttive, arterie stradali e autostradali, emissioni da riscaldamento domestico, ecc..), la pianura padana è accomunata da situazioni di superamento dei valori limite ed obiettivo stabiliti dal Decreto Legislativo n.155/2010, almeno per quanto riguarda le polveri sottili, il biossido di azoto, il benzo(a)pirene e l’ozono.
Per quanto riguarda il riscaldamento domestico, la crisi economica e l’aumento dei prezzi dei combustibili hanno determinato la riscoperta di stufe e camini a legna.
Dalla recente indagine Istat “I consumi energetici delle famiglie” emerge che, nel 2013, la biomassa vegetale è stata una fonte principale di alimentazione degli impianti di riscaldamento delle abitazioni italiane, seconda solo al metano.

Alcune considerazioni:

Secondo i dati ISPRA 2010 le emissioni della Regione Veneto di Idrocarburi Policiclici Aromatici IPA (2010) sono attribuite quasi interamente (71%) al macro settore relativo alla combustione non industriale, seguito dai processi produttivi con l’11%, dal trattamento dei rifiuti e discariche con il 9% e dai trasporti stradali con l’8%. Nel dettaglio, le emissioni di IPA sono attribuite per il 94% alla combustione di biomassa (legna) in impianti residenziali.
Le emissioni di inquinanti più elevate si sono riscontrate nel caminetto aperto e nella stufa tradizionale e avanzata, anche se molto inferiori, negli apparecchi a pellet ad alimentazione automatica.

Da notare che: le considerazioni qui sopra provengono dall’Osservatorio Regionale Aria dell’ARPAV, ente deputato che  monitora le concentrazioni di diversi inquinanti nelle centraline di qualità dell’aria sul territorio regionale i cui dati sono consultabili da chiunque sul loro sito Internet.

 

Inaugurato nuovo punto di ricarica veicoli elettrici a Portogruaro (VE)

Finalmente nella città di Portogruaro (VE) abbiamo una stazione di ricarica per veicoli elettrici!

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Il nuovo punto di ricarica veicoli a Portogruaro

L’impianto di per sé è relativamente semplice, trattandosi di un erogatore standard per questa applicazione, con potenza disponibile di 7,4 kW in corrente alternata, installato nelle pertinenze di un locale commerciale. In poco più di tre ore si può fare il “pieno” ad una Renault Zoe o una Nissan Leaf!  Ma anche in una sola ora si riesce a rabboccare l’energia necessaria per percorrere 40 km ad emissioni zero!

Quello che rileva è il servizio che può offrire un simile sito che si trova lungo la statale 14, detta triestina, e vicino alla strada regionale Postumia per Treviso, quindi in un punto nodale della viabilità del Veneto orientale.

In effetti, i veicoli elettrici moderni allo stato attuale dell’arte, percorrono mediamente tra i 130-150 km con un pieno di elettricità. Non avendo altra possibilità, quando i conduttori vanno fuori porta, cioè fuori dai tragitti abituali, casa – lavoro, ecc.. potrebbero aver necessità di rabboccare energia per proseguire il viaggio.

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La Renault Zoe di Pasquale in carica

Ebbene in questo caso, la caffetteria, sala giochi e ricevitoria 3Bar’S di Massimo Petracca, offre il servizio di ricarica  batterie e anche ristoro e intrattenimento. Vista la vicinanza al centro città, che dista appena 400 metri dalla antica porta di S.Agnese, è anche possibile e consigliato fare una passeggiata per visitare il bel centro cittadino.

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Nel locale 3Bar’S troverete Giulia, Sabrina e Debora

Questo è stato possibile su mia proposta, semplicemente per l’intuizione che un simile servizio costituisce un vantaggio commerciale, attirando nuovi clienti forestieri. Ciò a fronte di un investimento economico tutto sommato modesto, anche perchè in questo caso il sottoscritto vi ha partecipato. L’iniziativa  risponde anche alla sensibilità ambientale del titolare dell’attività commerciale che vuole agevolare gli spostamenti di veicoli senza emissioni nocive.

Naturalmente il cerchio si chiude con la fornitura di energia elettrica che proviene da fonte rinnovabile certificata.

Massimo e Pasquale (Small)
Pasquale e Massimo

Questo tipo di iniziative dovrebbero arrivare anche dall’amministrazione comunale che deve dare il buon esempio ed indicare la strada a tutti i cittadini. Tuttavia, poiché la richiesta di servizio registrata fino ad oggi arriva soprattutto da forestieri e specialmente stranieri,  la necessità di realizzare infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici sfugge alle amministrazioni ritenendole non necessarie e non urgenti per la città.

Anche le istituzioni tacciono, la Regione Veneto in primis.

Se si diffondesse questo servizio sul territorio, il cittadino prenderebbe fiducia nella mobilità elettrica e comincerebbe a muoversi in questo modo. All’estero sta già succedendo. Guardate le statistiche di vendita quì.

Notizie sui punti di ricarica sono reperibili su apposite mappe come:

Goelectricstations, Chargemap, Plugshare

Purtroppo l’inquinamento dell’aria incombe sempre più, vuoi per il riscaldamento domestico, specialmente a biomassa legnosa (legna, pellet), vuoi per i veicoli, specialmente quelli diesel. A proposito: quì potete monitorare la qualità dell’aria a Portogruaro.  Guarda caso uno dei provvedimenti necessari è proprio quello di ridurre le emissioni dei veicoli sulla strada. Tra l’altro ce lo chiede l’Europa.

Questa operazione vuole essere anche uno stimolo ad impegnarsi tutti su questo fronte per la salute pubblica e per i nostri figli in definitiva.

È vero: i veicoli elettrici costano di più degli altri, ma ci sono un sacco di vetture elettriche usate là fuori molto convenienti. Tenete presente che tali veicoli non si guastano come quelli tradizionali inquinanti. Dunque l’usato vale molto di più. Pure l’autonomia limitata rappresenta uno spauracchio per molti. Anche qui ci sono le risposte: è provato che l’80% della popolazione percorre meno di 50 km al giorno. Se anche voi siete nella media il veicolo elettrico fa per voi. (Se volete un aiuto scrivetemi).

Citroen C-Zero – Renault Kangoo Z.E.,  Renault Zoe, Nissan Leaf

Probabilmente, fra non molto Massimo, il titolare del locale 3Bar’S, deciderà di prendersi un veicolo elettrico ad uso personale usufruendo del servizio creato sul posto. Anche i suoi dipendenti potranno usufruire della stazione di ricarica se volessero seguire l’esempio del titolare.  In questo modo tutti sfrutteranno al massimo le potenzialità offerte dai veicoli elettrici. Cioè: bassi costi di gestione –  no bollo, RCA ridotta ad un terzo, quasi zero manutenzione con tagliandi periodici di costo ridicolo (60 euro iva compresa) e costo carburante ridotto a due Euro di elettricità per 100 km di percorrenza.

Alimentare direttamente con energia rinnovabile il proprio veicolo senza passare dalla pompa di carburante fossile proveniente da paesi lontani e non inquinare vuol dire: emanciparsi e divenire più indipendenti. Meditate gente!

 

Pubblicato nuovo libretto elettronico “Acqua Calda Col Sole”

Dopo lunga gestazione, ho terminato e pubblicato questo nuovo libretto in formato e-book: “Acqua Calda Col Sole – Impianto Solare Termico autogestito”.

Copertina ebook Impianto solare termico autogestito

È disponibile nelle maggiori librerie online già da un paio di settimane. Fare click sulla copertina per andare su Amazon, per esempio.

Il tema è quello dell’adozione di fonti di energie rinnovabili per l’abitazione utile a ridurre il fabbisogno di energia primaria (gas, petrolio, ecc.) e per inquinare meno. Ma viene trattato anche il tema della gestione dell’impianto solare che non è così scontata.

Partendo da una esperienza personale, si illustra il sistema impianto e le sue componenti principali e poi i rimedi agli eventuali problemi che potrebbero capitare.

Spero sia utile a quanti abbiano già impianti solari termici sul tetto e a quelli che ci stanno pensando. Al suo interno si trovano diverse indicazioni utili e suggerimenti per verificare lo stato dell’impianto e decidere come gestirlo.

Se letto prima di adottare qualsivoglia tipo di sistema o prima di comprare casa, il libretto può aiutare a compiere le scegliere giuste.

Buona lettura!