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L’Alveare – Radio Capodistria

Mi capita ogni tanto di essere invitato a parlare in pubblico dei temi che seguo come la mobilità elettrica. Recentemente ho accettato una intervista in una bella trasmissione ed ho parlato a nome di Energoclub Onlus.

Ecco qui il podcast che potete riascoltare col titolo:

AUTOMOBILI: DAL DIESEL GATE ALLE AUTO ELETTRICHE

Buon riascolto.

lalveare

http://4d.rtvslo.si/arhiv/l-alveare/174453359

 

“Punto di non ritorno”: messaggi per noi

Per saperne di più:about-the-film

Pochi giorni fa ho visionato il film documentario prodotto dal già famoso attore Leonardo Di Caprio “Before the flood” o nella versione italiana “Punto di non ritorno”.

Ebbene, quanto si racconta e si mostra nel film è inequivocabile: il nostro pianeta è a rischio e di conseguenza anche la popolazione mondiale. I comportamenti di alcuni minacciano l’intero mondo.

Per quanto mi riguarda, ero già edotto e poco ha aggiunto la pellicola. Ma come succede in queste cose, chi è sensibile al tema è già informato, mentre chi è mediamente distratto o indifferente non vuol sentire e vedere.

Comunque per chi ha voglia di saperne di più, consiglio la visione specialmente assieme ai figli e alla gioventù in genere.

I messaggi che si lanciano sono tanti, ma esplicitamente alla fine della visione ecco quelli più significativi che ho deciso di mettere in evidenza:

 

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immagine sopra tradotta:

Spetta a tutti noi

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immagine sopra tradotta:

Consuma in modo differente: ciò che compri, ciò che mangi e come ti approvvigioni di energia.

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immagine sopra tradotta:

Vota per i politici che si batteranno per i cambiamenti climatici, per la fine dei sussidi nei combustibili fossili, che investano nelle rinnovabili, che  lasceranno le fonti di energia fossile sottoterra e che supportino una tassa sull’uso del carbone (o sulle emissioni di carbonio)

Per saperne di più:

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Monitorare l’aria interna negli edifici

Ci si preoccupa sempre della qualità dell’aria esterna, comprensibilmente, per via dell’inquinamento provocato dai trasporti, dagli impianti di riscaldamento, dalle attività produttive e comunque da tutte le attività dell’uomo in genere. Ma la qualità dell’aria degli ambienti interni in cui viviamo, cioè abitazioni, uffici, automobili com’è?

È convinzione di molti che all’interno siamo al riparo dagli inquinanti. Purtroppo non è proprio così.

Prendiamo per esempio un’abitazione civile in una città media di provincia. Se l’abitazione non possiede un sistema di trattamento dell’aria o comunque di ventilazione forzata, dovremo fare i conti con la necessità manuale di ricambio dell’aria. Questa è dovuta al fatto che gli uomini, e gli animali domestici, se ci sono, consumano continuamente l’ossigeno all’interno dei locali e producono anidride carbonica e umidità. Maggiore è il numero di soggetti occupanti e maggiore necessità di ricambio aria si ha.

Per questo motivo è necessario aprire le finestre per quattro o cinque minuti almeno due volte al giorno. Questo recitano genericamente le regole empiriche.

Ma come misurare la qualità dell’aria con maggiore precisione?

Ebbene in questi anni me lo sono spesso domandato  e mi sono messo a cercare informazioni utili. Così ho scoperto un sacco di cose interessanti.

Innanzitutto gli inquinanti all’interno degli ambienti in cui viviamo possono essere molti, specialmente se l’edificio è di recente costruzione. Infatti in quel caso i materiali utilizzati rilasciano ancora abbondantemente particelle più o meno tossiche. Vedi per esempio le colle, i solventi, le pitture (non naturali), pavimenti in linoleum, ecc… Poi ci sono gli arredi comuni realizzati con legnami non massello e quindi con truciolare, o simili con scarti di lavorazione incollati. Qui l’emissione di formaldeide può essere importante.

Ci sono anche gli inquinanti che ci portiamo inconsapevolmente all’interno dell’ambiente domestico. Per esempio l’utilizzo di erogatori di essenze e profumazioni in genere (quelle cinesi sono le peggiori), tessuti impregnati di solventi. L’uso di stufe e caminetti a biomassa legnosa ed il fumo da sigaretta. Questo vale anche per l’automobile.

Ci potrebbero essere anche inquinanti nel sito dove è costruito l’edificio. Penso al gas radon (di provenienza naturale) oppure perchè ci si trova di fronte ad una strada trafficata, o un sito produttivo e quindi si subisce l’inquinamento esterno.

Qualcuno dice, e secondo me non a torto, che  l’inquinamento dell’ambiente interno è spesso peggiore di quello che si trova all’esterno. Infatti qui passiamo molte ore e così assorbiamo tutte queste sostanze. Dunque altro che essere al riparo!

Allora può essere di aiuto qualche strumento che ci aiuti a visualizzare cosa c’è nell’aria.

Da circa un anno utilizzo con soddisfazione questa piccola stazione di misura della qualità dell’aria. Si tratta dell’Oregon Scientific Air Qualilty  AR112N che ho posizionato sulla scrivania del mio studio.

Oregon Scientific Air Quality Monitor AR112N

Molti conoscono i prodotti di questo marchio che misura sostanzialmente: il tempo, il clima e fa previsioni meteo. Questa volta ha prodotto uno strumento che misura anche altri parametri.

Come si può intuire dalla grafica del pannellino display, si ha una immediata lettura dei valori di temperatura ed umidità che ci dicono come è il clima all’interno dell’ambiente. Ma c’è dell’altro.

La novità sta nei nuovi sensori che rilevano la concentrazione dei gas COV, cioè dei composti organici volatili. Questi sono gas invisibili. Si tratta di composti chimici trovati
molto spesso in materiali edili, detergenti e candeggine domestiche, fumo di sigarette, materiali additivi e adesivi ed altre sostanze simili. Lo sono anche: vernici, cosmetici e pesticidi. Questi gas sono prodotti anche da termosifoni, forni a gas, stufe e caminetti quando sono in funzione.

L’icona smiley, quella in alto con la faccina, ci indica sinteticamente la qualità dell’aria: gli inquinanti sono minimi se l’icona sorride, dunque va tutto bene. Se la faccina è seria siamo in presenza di minime quantità di inquinanti. Se invece la faccina è scontenta allora la qualità dell’aria è scadente. Si può arrivare al punto che si illumini l’icona della finestra aperta e, se attivo, sarà emesso anche un suono di allarme. Questo finché l’aria non migliora.

Al centro si potrà apprezzare l’andamento storico dell’ultime sei ore degli inquinanti COV e del clima interno.

Il pannellino è anche retro-illuminabile.  Non ci sono regolazioni particolari se non la sensibilità dello strumento. Serve una presa di corrente e delle pile per il mantenimento della memoria storica. È solo per uso interno. Il costo di questo apparecchio era attorno ai 110 Euro. Dico era perchè inspiegabilmente è diventato introvabile: credo sia andato fuori produzione. Comunque si trova ancora qualche unità sul mercato anche come usato a poche decine di euro.

So che esiste anche una seconda versione con la sigla AR112C, ma anche questa è introvabile.

Oregon Scientific Air Quality Monitor AR112C

Poiché ho voluto approfondire l’argomento qualità dell’aria, mi sono attrezzato anche con un ulteriore strumento di misura, dotato di ulteriori sensori e funzioni, ma soprattutto con la capacità di essere portato in giro. Lo scopo era anche quello di avere conferma delle misurazioni rilevate dall’altro strumento, cioè dell’Oregon Scientific.

Così, dopo attenta selezione, ho acquisito l’ottimo UNIT-T UT338C.

Air Quality Meter Uni-T

Lo strumento UNI-T qui sopra sostanzialmente ha in più rispetto all’altro una pila al litio ricaricabile, tramite alimentatore esterno (quello del cellulare va bene), che ne permette il funzionamento in autonomia per alcune ore, il che lo rende abbastanza portatile. Inoltre ha un sensore per il particolato  ultra sottile, quindi del PM2,5. Trai COV riesce a rilevare anche la  formaldeide. È più tecnica la lettura dei valori che qui sono in forma numerica senza icone e grafica semplificata. Unica semplificazione è la variazione di colore della retroilluminazione quando i valori rilevati diventano alti e degni di attenzione. Peccato che non tenga la memoria storica dei rilievi e non sia in grado i inviare i dati dalla porta USB (data logger). Questo strumento si trova solo su Internet al costo medio superiore ai cento euro.

Devo dire innanzitutto, che i due strumenti presi in considerazione confermano l’un l’altro le misure di COV (VOC), se utilizzati nello stesso ambiente.

Mentre ho trovato interessante compiere misure all’esterno o in automobile (durante la marcia). Il che mi ha riservato delle sorprese in fatto di rilevazioni di PM2,5 .

In definitiva: trovo molto utile sapere com’è la qualità dell’aria in casa in tempo reale. Da quando li uso ricambio più spesso l’aria negli ambienti ed ho imparato a capire quanto tempo serve farlo. Ho imparato anche quale è l’origine del degrado dell’aria più frequente. Per esempio quando uso a lungo il computer, uso molto la stampante laser  o ci sono diverse persone nella stanza l’aria si degrada rapidamente. Così succede pure quando si cucina e si usa specialmente il forno in casa. Inoltre ho rilevato la presenza di particolato sottile in automobile, soprattutto in mezzo al traffico e nelle città più grandi.

Preciso in fine che il campo degli strumenti di misura della qualità dell’aria è vasto e qui ho preso in considerazione solo alcuni modelli per uso domestico non professionale di fascia medio bassa.