Cronaca di un piccolo viaggio in auto elettrica

Siamo alla fine di dicembre 2013 nella provincia di Treviso e, sulla scia della mia esperienza positiva, l’amico Loris (già motivato) ha deciso di comprare una vettura elettrica. Si tratta di una Renault Zoe, una moderna automobile a trazione completamente elettrica.

Avendo conoscenze commerciali in quel di Milano, gli è risultato conveniente acquistarla laggiù. Unica scomodità rimaneva il trasporto, dato che il servizio non era offerto dalla concessionaria. Le opzioni sul tavolo per portare a casa il gioiello erano inizialmente due: issarla su un autocarro bisarca o su un rimorchio a traino.

Volendo portarla in moto, c’era il limite dell’autonomia. Come è noto infatti, questi automezzi non superano i 130-140 km di percorrenza con un sola carica di batterie e, sebbene a buon mercato il carburante, cioè l’energia elettrica, per effettuare di nuovo il pieno servirebbe tempo e punti di ricarica lungo la via. Purtroppo siamo ancora agli inizi in questo settore, specialmente in Italia. Dunque l’infrastruttura pubblica a supporto è carente e quella privata ha diversi limiti tra cui l’orario in cui offrono il servizio. Mi riferisco ai concessionari rivenditori di automobili e centri commerciali che mettono a disposizione punti di ricarica per autoveicoli elettrici.

Valutato il percorso e le difficoltà del caso, Loris decide con un moto di sfida che il viaggio si poteva fare seduti alla guida della vettura stessa. E poi lui l’auto la voleva subito. Pensai che si trattasse di un’avventura, ma sentii che dovevo esserci anch’io: accompagnarlo e aiutarlo come navigatore e poi documentare il fatto mi sembrava una buona idea a beneficio di qualcun altro. Si poteva fare.

Ebbene: partenza ore 6:00 dalla stazione ferroviaria di Treviso lunedì 13 gennaio 2014.

Sorpresa! Il mezzo scelto non è il treno ma è Blablacar! Ovvero un servizio di car-pooling che offre la possibilità di viaggiare in veicoli privati diretti nella stessa area che mettono a disposizione i posti vacanti per condivisione, compagnia e risparmio. Meraviglia! Saldata la quota, onestissima di Euro 15 a testa, facciamo un viaggio piacevole in compagnia di Marco, proprietario e conducente, e Gianni salito poco dopo a Spinea (VE).

Giunti nella capoluogo lombardo, ci facciamo lasciare ad una fermata della metropolitana – linea verde di Milano. Nonostante le lunghe code trovate in autostrada causa incidenti, abbiamo accumulato solo 20 minuti di ritardo sulla tabella di marcia stabilita e alle ore 10:20 giungevamo alla meta.

Espletate le formalità di rito per il ritiro dell’auto, un’ora dopo eravamo in strada con la nuova fiammante Zoe, batteria carica e tanta voglia di tornare a casa in questo modo non convenzionale. A scanso di problemi, ci siamo portati dietro il nuovo Zoe Charger (E-station.it) con relativi adattatori per il rifornimento.

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L’idea però era di arrivare entro sera, dunque le modalità di ricarica lenta o domestica (modo 2) erano da considerare solo in caso di emergenza. Quindi, sfruttando la capacità del nuovo caricatore Chamaleon a bordo della Zoe avremmo prelevato energia da tutte le prese in grado di erogare corrente alternata a 220V con potenza fino a 43 KW in modo 3.

Avevamo più scelte da compiere: viabilità normale o autostrada? Soste per ricarica in aree pubbliche o private? Dotati di navigatore a bordo dell’auto impostiamo la meta finale. Subito il sistema ci avvisa che non potremo raggiungerla senza fare ricariche intermedie e ci propone delle soste in punti attrezzati di colonnina. Tuttavia decidiamo di integrare queste informazioni con altre.

Assistiti anche dai nostri smartphone con applicazioni specifiche come Next Charge (goelectricstations.it/), e siti web come http://www.colonnineelettriche.it e https://www.eneldrive.it/ , incrociamo i dati e decidiamo che la sosta più adatta alla nostra condizione sarebbe stata per prima Brescia presso una concessionaria Renault distante km 95.

D’altronde nell’area le colonnine pubbliche sono praticamente di un unico fornitore, cioè A2A. Per poterle utilizzare serve essere abbonati e possedere una tessera abilitante la stazione. Tra l’altro ci dicono che serve sottoscrivere fisicamente il contratto e attendere l’invio a domicilio della tessera. Per noi che siamo forestieri e da queste parti ci veniamo poco, men che meno con un mezzo elettrico, sarebbe stato un inutile sforzo.

Il traffico a Milano è notevole perciò partiamo subito scegliendo decisamente l’autostrada A4 in direzione Trieste.

Dunque decidiamo per la soluzione delle ricariche private presso concessionari. Telefoniamo e sentiamo la disponibilità della concessionaria Renault Manelli ad offrirci una ri-carica. Concesso. Unico problema è l’orario spezzato: si ferma tutto tra le ore 12 e le ore 14. Velocità di crociera a 95 Km/h in modalità Eco, cioè la massima possibile in questo modo conservativo. Riusciamo a tenere testa, seppur di poco, ai numerosi autocarri pesanti presenti sulla corsia più a destra.

Arriviamo alle ore 12:30. Fortuna che proprio affianco della concessionaria c’è un grazioso ristoro a buffet. Decidiamo di rifocillarci e prenderci una pausa. Quattro chiacchiere con il gestore del locale, una giovane donna a cui confidiamo di essere in viaggio con un mezzo elettrico diretti molto più in là. La incuriosiamo e viene a sbirciare nel parcheggio. Bella! Dice. Pensavo fossero più piccole le auto elettriche!

In attesa della riapertura pomeridiana della concessionaria, notiamo la colonnina A2A nel parcheggio interno. Finalmente guadagnano l’ufficio del servizio clienti e parliamo con Nicola che ci aspettava. Purtroppo si accorge subito dopo che l’unica scheda A2A a loro disposizione è a bordo della vettura Zoe dimostrativa nell’altro salone. Peccato che si trovi a oltre 30 km di distanza. Dopo un giro di telefonate ci assicura che qualcuno la porterà in sede. Intanto ci offrono una carica lenta dai caricatori A2A in officina. Accettiamo e ci accomodiamo nel salone.

Divenuta disponibile la tessera A2A, dopo svariati tentativi, soltanto dopo le ore 15 riusciamo a far partire la ricarica veloce presso la colonnina esterna. La corrente erogata era superiore ai 20 KW come mostrato dal pannello informativo. Dopo un’ora circa avevamo già quasi pieno di energia e l’indicatore mostrava il 99%.

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Decidiamo di attendere fino ad ottenere il 100%, ma poi ci pentiremo di questa scelta. Infatti il flusso di corrente era diminuito nettamente giungendo fino ai 1,8 KW dopo 40 minuti. Sappiamo che in questa fase il caricatore di bordo sulla Zoe equalizza anche le celle nel pacco batteria. Quindi un’operazione raffinata, ma che per il viaggio in giornata ci è stata poco utile.

Decidiamo di interrompere la ricarica ringraziando il personale Renault e ripartiamo alla volta di Verona e dintorni. Imbocchiamo di nuovo l’autostrada A4 sempre in direzione Trieste.

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Ci sarebbe piaciuto provare la colonnina di ricarica pubblica di San Bonifacio (VR), ma non avendo la certezza di poter ricaricare, visto il ritardo accumulato, abbiamo preferito un punto sicuro. Ancora una volta abbiamo scelto tra i concessionari una ricarica “privata”. Intanto il navigatore della Zoe si blocca e rimarrà inservibile fino a fine viaggio.

Dopo aver chiamato e ottenuto autorizzazione, siamo giunti alla Renault Bendinelli in via Basso Acquar a Verona percorrendo altri 79 chilometri.

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Qui la colonnina di ricarica è Enel. Scopriamo col titolare un equivoco dovuto alla tessera Eneldrive in nostro possesso. Infatti non è stato possibile utilizzarla perché quella colonnina è fuori dal circuito offerto ai clienti Enel. Con cortesia il sig. Stefano, che ringraziamo, ci ha offerto la ricarica abilitandoci con la sua tessera. Dunque da notare che, sebbene questa colonnina sia posizionata davanti al salone della concessionaria, essa si trova sulla strada pubblica. Ma dopo le ore 19 viene disattivata perché privata.

Vista l’ora tarda, erano le ore 18:15, per guadagnare tempo, una volta raggiunto il livello di carica del 99%, chiediamo la disconnessione per ripartire subito. Purtroppo per la tappa successiva non potremo più affidarci alla cortesia dei concessionari che risulteranno chiusi.

Decidiamo di fare una sosta tecnica: pasto veloce in un centro commerciale e acquisto di accessori elettrici per preparare adattamenti utili alla ricarica ed evitare il fermo per mancanza di energia.

Ci separano ancora oltre 150 chilometri per tornare a casa in quel di Breda di Piave (TV). Serve almeno un altra ricarica e, se non vogliamo dormire fuori casa, servirebbe anche veloce. Non utilizzare la funzione climatizzatore aiuta a contenere il consumo di energia e procediamo solo con la funzione di riscaldamento minimo dell’abitacolo. Per fortuna non fa freddo, anzi è una giornata piuttosto mite per essere in gennaio. Finché non si è fatto buio abbiamo tenuto solo i fari diurni (a led sempre attivi), poi abbiamo dovuto accendere gli anabbaglianti con il conseguente piccolo aumento dei consumi.

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Acquistiamo dunque un connettore industriale, quelli di colore rosso a cinque poli. L’idea è di chiedere di prelevare energia presso uno quadri elettrici di servizio presso gli autogrill o pompe di carburante. Avevo portato con me l’attrezzatura per modificare uno dei nostri cavi e mi accingevo a farlo. Se non che, da un giro di telefonate scopriamo da Davide, un gentile quanto preciso possessore di auto elettrica della zona (Nissan Leaf), che il centro commerciale Le Brentelle in località Sarmeola di Rubano (PD) offre ricariche ai clienti del centro. Pare funzioni anche con le Zoe. Gli orari erano compatibili con la nostra tabella di marcia e dopo circa 80 chilometri era la naturale tappa successiva.

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Dunque puntiamo decisamente lì e, in men che non si dica, richiediamo ed otteniamo una tessera gratuita in direzione. Subito dopo mettiamo in carica la nostra Zoe nel parcheggio. Erano le ore 21:05 e fino alle ore 22, orario di chiusura del parcheggio, abbiamo potuto fare rifornimento. In questo modo abbiamo percorso i 70 chilometri rimanenti fino alla meta. Erano le ore 23 circa.

Conclusioni / Riflessioni

Totale chilometri percorsi: 340, di cui circa 300 in autostrada. L’esborso in denaro ha riguardato solo il pedaggio autostradale, i pasti e poco più. Da un calcolo approssimato risulta per questo viaggio che abbiamo imbarcato circa 50 KW/h; tutta l’energia ci è stata offerta. Ma se avessimo pagato le ricariche, per esempio secondo le tariffe Enel Free Drive, la somma sarebbe stata approssimativamente attorno ai 20 Euro calcolando 0,40 Euro cent al KW/h. Non poco, ma sempre meno del carburante di origine fossile (benzina, gasolio, gpl; alla pari forse con il metano).

Considero il viaggio descritto qui un evento eccezionale, perché il veicolo elettrico serve oggi normalmente negli spostamenti quotidiani, cioè a corto raggio. Questo finché le batterie di trazione avranno i limiti attuali di costo, peso, capacità e finché le infrastrutture pubbliche e private di ricarica lungo le strade saranno sottosviluppate.

Se fosse stata un’auto elettrica diversa, per esempio quelle di provenienza giapponese come le Nissan o Mitsubishi, non avremmo potuto viaggiare così a lungo in un sol giorno. Il motivo è che quelle auto accettano la carica rapida solo in modo 4 con (in corrente continua) standard Chademo, che sembra sia il modo più efficiente.  Al momento sulla tratta stradale da noi percorsa non risultano installate colonnine del genere e d’altronde ce ne sono pochissime in Italia . E’ un peccato perché ci sono molte più auto elettriche di quel tipo in circolazione.

E’ vero che il beneficio più atteso del veicolo a trazione elettrica riguarda il minore inquinamento prodotto nei centri urbani. Tuttavia ritengo che un giorno non troppo lontano sarà normalmente possibile compiere degli spostamenti di medio e lungo raggio con l’automezzo elettrico. Questo permetterà di elevare il ruolo da seconda auto a unica automobile in famiglia, e quindi il ricorso ad altri automezzi più grandi e con motorizzazione tradizionale.

Penso infine che nelle grandi città dovrebbero essere riservate corsie preferenziali per i virtuosi. Ovvero per i veicoli con a bordo tre o più passeggeri, veicoli a trazione elettrica o motorizzazione alternativa, come l’ibrida, cioè poco inquinanti. Chi si impegna per mantenere l’ambiente più pulito dovrebbe essere premiato in qualche modo.

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8 pensieri su “Cronaca di un piccolo viaggio in auto elettrica

  1. Molto interessante il racconto!
    Una considerazione: praticamente avete usato sempre concessionari Renault.
    Quindi se avreste avuto un’auto elettrica giapponese non averste comunque potuto caricare, anche se lenti…. 😦

    Inoltre, l’R-LINK si conferma pieno di BUG…. mi chiedo come non vi ponga seriamente rimedio la Renault.

  2. Stefano, abbiamo utilizzato due concessionari Renault su tre ricariche veloci. Se avessimo avuto un auto diversa, credo di avrebbero accomodato lo stesso una ricarica lenta o veloce. Considera che anche molti concessionari Nissan sono attrezzati con le colonnine.

  3. Ho letto che acquistato il caricatore di e-station store, posso chiederti qual è e come vi trovate e se siete stati “obbligati” da Renault a mettere una loro wallbox certificata ZE. Grazie

  4. Alberto, io ed altri amici con la Zoe abbiamo preso la versione da 7,4 Kw, cioè questa http://www.e-station-store.it/ricarica-portatile/zoe-charger-max-7-kw.html.
    Nessun obbligo da parte di Renault. tranquillo. Se disponi di un ufficio o magazzino con presa trifase e potenza sufficiente ti consiglio vivamente anche questa wall box per la ricarica veloce da 20 KW http://www.e-station-store.it/ricarica-fissa/fast-charger-ricarica-rapida-auto-elettrica-tipo-2-20-kw-trifase.html. C’è anche la versione da 10 KW.:

  5. Si difatti nel mio magazzino ho 20 kw ed ero molto interessato a questa opzione.
    Grazie delle info, ma è difficile trovare persone che hanno esperienza con questi dispositivi…

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