Scientia et panem

Oggi vorrei descrivere un prodotto per alimentazione che ho avuto occasione di apprezzare in questo periodo.

Mi riferisco al pane speciale Primus  che l’amico Sandro Santolin produce in quel di Carpi (MO) in diverse varianti.

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Nello specifico ho provato (e sto ancora mangiando) il 100, il Bianco, il Ciocco e lo Zenzero.

Leggo sull’abbondante materiale informativo che l’accompagna, che questo pane è frutto di ricerche attente in collaborazione con le università di Modena e Milano.

 

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Non sono uno specialista del settore panificazione, ma intuisco che dietro ci sia la volontà di rispondere alla crescente domanda del pubblico di qualità e salubrità. Conoscendo un poco Sandro, titolare di questo forno, so che c’è anche la voglia di offrire un prodotto sostenibile dal punto di vista ambientale, per via della ricerca di ingredienti selezionati.

Ma veniamo alla prova sulla tavola di tutti i giorni.

Il prodotto si presenta confezionato molto bene, in un cartoccio che lo può proteggere diversi giorni. Le indicazioni sono impresse all’esterno.

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Le istruzioni che accompagnano il prodotto, suggeriscono di tostare il pane affettato prima di consumarlo. Ebbene, proseguendo con una consuetudine già consolidata in famiglia col pane fatto in casa, una volta affettato i panetti o il filone (Primus 100), lo si tosta e lo si mangia caldo o quasi.

In questo modo si sprigiona un profumo particolare direi di altri tempi, ed il sapore risulta intenso. Tuttavia si accompagna bene con varie pietanze senza sovrastarne il gusto.

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Al mattino abbiamo apprezzato la versione Cioco e la versione Zenzero a colazione. Ai nostri ragazzi Alexander e Veronica ovviamente è piaciuto di più la versione al cioccolato.

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Dopo diversi giorni di consumo, personalmente ho maturato preferenza per il filone (100) e per la versione con lo Zenzero.

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Il prezzo di acquisto è alto se riferito ai prodotti di panificazione comune, ma secondo me in linea con il genere di prodotti di provenienza e fattura biologica.

Dopo averlo affettato l’ho congelato e usato secondo necessità. Questa modalità è prevista dal produttore, che assicura non generi degrado nell’alimento.

Che dire? Se siete alla ricerca di un pane speciale, anche per situazioni alimentari particolari, vi suggerisco di provarlo. Ma prendetevi il tempo anche di leggere la corposa e interessante documentazione che l’accompagna e prima ancora quella del Forno on line.

Bravo Sandro!

 

 

Raccogliere acqua piovana, che bella sensazione!

È un mercoledì di fine giugno e sta piovendo in modo deciso, dopo parecchi giorni secchi e di caldo intenso.

Mi affaccio dalla finestra della cucina a godermi un poco di fresco e osservo il giardino al di sotto.

Sento il leggero fluire dell’acqua nei canali che ho preparato anni prima. Sto raccogliendo acqua finalmente e se continua di questo passo presto avrò gli accumuli pieni.

Che bella sensazione!

Con l’acqua raccolta potrò bagnare l’orto creato da poco e il giardino nei prossimi giorni. Oltre che un risparmio di acqua dell’acquedotto cittadino, sarà più apprezzata dalle piante.

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Penso che se ogni abitazione facesse lo stesso, avremmo meno problemi a drenare le acque piovane negli scarichi e avremmo meno necessità idriche.

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Provo la stessa soddisfazione di auto produrre energia dal sole per il fabbisogno di corrente elettrica e acqua calda della casa.  Mi sento attivo e utile.

Consiglio anche a voi, se potete, di auto produrvi le cose che servono. Fa bene alla salute e  a Gaia.

L’Alveare – Radio Capodistria

Mi capita ogni tanto di essere invitato a parlare in pubblico dei temi che seguo come la mobilità elettrica. Recentemente ho accettato una intervista in una bella trasmissione ed ho parlato a nome di Energoclub Onlus.

Ecco qui il podcast che potete riascoltare col titolo:

AUTOMOBILI: DAL DIESEL GATE ALLE AUTO ELETTRICHE

Buon riascolto.

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http://4d.rtvslo.si/arhiv/l-alveare/174453359

 

Greenpeace promuove i cittadini energetici

Recentemente mi sono prestato come testimone per la campagna a favore dei cittadini consumatori e produttori di energia così detti Prosumers o Energy Citizens promossa da Greenpeace.

Ecco quello che ne è venuto fuori…. sperando di smuovere gli indecisi.

Il tema trattato si lega con quanto da me fatto negli ultimi anni. Si veda per esempio il libretto pubblicato sul tema specifico dell’impianto solare termico.

Questa è la storia di Pasquale, che produce “energia rinnovabile fatta in casa”, ma potrebbe essere la tua.
Ci sono case che funzionano con energia pulita e autoprodotta, biblioteche che producono più energia di quanta ne consumino, e fattorie che diventano frutteti irrigati grazie al solare. Ti sembra finzione? È la realtà, e noi vogliamo che sia un diritto: questa energia è libertà!
UNISCITI anche tu al movimento per la Libertà di Energia! ☞ http://bit.ly/2jY0W9s

Smartphone – Incredibile compagno di viaggio

In occasione di un viaggio in treno da Portogruaro a Bari ho sfruttato ancora una volta l’utilità di portare con me uno smartphone. Ormai è come un coltello svizzero: ricco di utensili buoni per ogni necessità.

Con l’ampia disponibilità di connessione alla rete e di applicativi o App, è possibile semplificare la ricerca di informazioni,  ma non solo. Si può anche facilitare e migliorare l’esperienza di viaggio in questo.

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Ecco una carrellata di attività svolte in 48 ore con il fedele Samsung Galaxy Note III . Il sistema in uso è Android 4.

Pianifico il viaggio di andata e ritorno con la App “Orario Treno”.  Compro il viaggio e Pago con PayPal. Controllo l’orario del treno con lo stesso sistema e mi avvicino alla stazione.

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Appena a bordo treno Chiamo al telefono un cliente e poi dopo saluto la moglie usando il mio fido auricolare senza fili Bluetooth.

Sempre a bordo leggo finalmente alcuni articoli tratti da Nova24. Questi sono interessanti inserti domenicali del Soloe24ore che mia moglie Sabina mi mette via. Col tempo si sono accumulati ed il viaggio mi offre l’opportunità di recuperare.  Essendo un giornale “aumentato” espando alcuni articoli con l’apposita App “NovaAJ”.  In pratica inquadro da questa applicazione sul Galaxy Note III  il codice stampato sul giornale ed ottengo l’articolo completo in pochi secondi.

Metto via Scansionando un paio di articoli selezionati come interessanti sul giornale con l’ottima App Evernote.

Dopo un poco stanco di leggere, tra uno sguardo fuori dal finestrino e uno nel vuoto decido di proseguire con l’Ascolto dell’ultimo audiolibro scaricato con “Audible”. Riprendo esattamente da dove ero rimasto il giorno prima il testo “Steve Jobs –  Ii genio visionario e creativo Del nostro tempo”. È molto bello e appassionante e mi fa rivivere gli anni novanta dell’informatica.

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Intanto a Bologna mi accomodo in cuccetta. È già buio nello scompartimento e devo aprire la piccola valigia che ho al seguito chiusa a chiave.   Illumino il lucchetto usando L’App ‘Torcia ” che sbianca lo schermo.  Controllo l’orario e imposto la Sveglia alle ore 5:50,  cioè poco prima dell’ arrivo con l” App orologio in dotazione.

Sceso a Bari,  mi dirigo fuori dalla stazione ferroviaria e cerco la strada per l’albergo che ho prenotato non lontano da lì.  È molto presto ed è ancora buio: nn c’è quasi anima viva in giro a parte un esercito di netturbini, Ma non sono sicuro della direzione da prendere. Faccio tap sull indirizzo memorizzato nell’app “calendario ” e si Avvia  L’App “Maps” di Google che mi mostra  la strada.

Scatto qualche foto in giro durante il tragitto e arrivo in hotel. Intanto metto su la seconda batteria carica sullo smartphone e tolgo quello scarica. Controllo il meteo e le previsioni a breve che sono sempre disponibili sul desktop.

Durante la giornata mi tengo in contatto con colleghi e amici tramite le solite App ” messaggi sms,  whatsup e Facebook ‘.

Nei tempi di attesa tra un impegno e l’altro controllo la Posta via” Gmail app”

Incontro l’ amico Giuseppe con la sua splendida automobile elettrica Kia Soul EV e cerchiamo una stazione di ricarica con la App “NextCharge” a cui chiediamo di condurci sul posto.

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Alla sera sono a cena con altri amici presso la “trattoria di Giulio Cesare” vicino al policlinico di Bari,  e ancora una volta mi faccio ” portare da”  maps che mi dice sia distante 1,2 km a piedi e che ci metterò circa 15 minuti .

Dopo una piacevole serata e una gustosa cena pugliese, scattiamo qualche Foto tutti assieme che Scambieremo tramite “whatsup”.

Rientro in albergo e dopo una rinfrescata mi preparo per riposare. Ma prima vedo cosa c’è in TV. Apro l’App ” guida TV ” e subito dopo decido che non ci sia nulla di interessante. Dopo qualche minuto di zapping il telecomando, decido di riposare. Collego il Cavo di alimentazione,  imposto di nuovo la sveglia  e Avvio l App “orologio notturno” e poggio lo smartphone sul mini piedistallo pieghevole che ho sempre con me durante i viaggi. Avrò l’orologio stile display radiosveglia visibile durante tutta la notte. Mi piace conoscere l’ora durante la notte se mi sveglio :Sono abituato così da tanto tempo.

Al mattino dopo la colazione,  mentre aspetto l’amico Ettore nella ingresso dell’albergo, mi metto a  Scansionare alcuni biglietti da visita ricevuti il giorno prima e un paio appunti presi su foglietti  volanti tramite “Evernote”,  il mio archivio sulla nuvola che mi permette di  trovere sempre quel che ho Archiviato. Inoltre   Imposto qualche promemoria per i prossimi giorni.

Faccio una passeggiata sul notevole  lungomare di Bari e poi ritorno con calma verso il centro. Il dispositivo “mifit”  al polso mi segnala con il tipico lampeggio doppio che ho già  raggiunto l’obiettivo di 8000 passi. A fine serata l’App ” health”  mi avviserà che ho superato  il precedente  record di passi: mi dice che la mia attività fisica è durata 216 minuti pari quasi a 21 mila passi. Wow!

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Di ritorno verso casa in treno,  ho a portata di mano “Orario treno ” che mi permette di controllare sempre se il convoglio é in orario o se porta ritardi. La giornata è buona dal punto di vista meteo e in treno c’è il clima accesso. Controllo con L’App incorporata “temperatura ”  il microclima interno alla carrozza: leggo 24 gradi, ma con 55% di umidità e 1017 mBar di pressione  atmosferica,  a conferma del tempo buono di questi giorni.

In certi tratti mi sembra così veloce questo treno freccia bianca che mi domando: ma a che Velocità va adesso? Lancio “Androidts” e mi dice che siamo a 181 km/h,  ecco mi sembrava: vedo i veicoli sulla statale adriatica lentissimi a confronto.

Ad un certo punto penso  che mentre sarò in viaggio  andrà in onda la trasmissione geo su rai tre dove parleranno dell’evento a cui ho partecipato anche io a Bari. Non voglio perderla,  perciò vado sul sito Vcast.it  dove sono accreditato e prenoto all’istante  la Registrazione del programma TV che troverò più tardi sul mio Google drive. Fatto. Potrò vederla anche qui in treno connessione permettendo prima di rientrare a casa.

Ricevo da Ebay un avviso di scadenza offerta per un kit di cartucce per la stampante che cercavo. Quindi lo Compro.

Intanto metto su le cuffie,  lancio l’App “musica” e ascolto alcuni degli ultimi brani musicali registrati tra i mie liste preferite. In automatico il programma “music match” mi Mostra i testi dei brani che ascolto, ma dopo un poco lo sposto fuori dallo schermo poiché non sono interessato in quel momento.

Butto giù queste note per il mio blog usando ancora una volta Evernote.

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Avrei potuto compiere altre attività con l’ausilio dello smartphone. È incredibile: solo quindici anni fa non avrei potuto avvalermene.

Energy Citizens e Prosumers a Bari

In occasione dell’avvio del tour sulle Rinnovabili della nave Rainbow Warrior di Greenpeace, si è tenuta a Bari  il 4 ottobre 2016 una conferenza stampa sugli Energy Citizens.

Sono stato invitato come testimone ed è stata una ottima occasione per conoscere delle belle persone. Ecco il tema sul tavolo.

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Un piccolo passo verso un futuro rinnovabile. La metà della popolazione dell’Unione europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45 per cento della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft per conto di Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e REScoop.eu e presentato la settimana scorsa.

«Il potenziale dell’autoconsumo e della generazione distribuita in Italia è alto, e questo studio lo dimostra», commenta Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia.

In Italia gli energy citizens potrebbero produrre il 34 per cento dell’elettricità entro il 2050, grazie al contributo di oltre 26 milioni di persone. In particolare il 37 per cento di tale produzione potrebbe arrivare da impianti domestici, e la stessa percentuale da cooperative energetiche, il 25 per cento sarebbe il contributo delle piccole e medie imprese, mentre appena l’1 per cento proverrebbe da enti pubblici.

Ero in ottima compagnia assieme all’amico Ettore da Crotone e Giuseppe da Casamassima, entrambi Prosumers o Prosumatori come me e felici conduttori di veicoli elettrici.

Da lì ne è scaturita una intervista fuori dall’evento che è leggibile qui.

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Cosa sono i Prosumatori? Leggete qui.

Peccato che i media non abbiano dato risalto all’evento. Noto che i temi ambientali non fanno breccia nei cuori delle masse. Ma noi ci siamo.

“Punto di non ritorno”: messaggi per noi

Per saperne di più:about-the-film

Pochi giorni fa ho visionato il film documentario prodotto dal già famoso attore Leonardo Di Caprio “Before the flood” o nella versione italiana “Punto di non ritorno”.

Ebbene, quanto si racconta e si mostra nel film è inequivocabile: il nostro pianeta è a rischio e di conseguenza anche la popolazione mondiale. I comportamenti di alcuni minacciano l’intero mondo.

Per quanto mi riguarda, ero già edotto e poco ha aggiunto la pellicola. Ma come succede in queste cose, chi è sensibile al tema è già informato, mentre chi è mediamente distratto o indifferente non vuol sentire e vedere.

Comunque per chi ha voglia di saperne di più, consiglio la visione specialmente assieme ai figli e alla gioventù in genere.

I messaggi che si lanciano sono tanti, ma esplicitamente alla fine della visione ecco quelli più significativi che ho deciso di mettere in evidenza:

 

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immagine sopra tradotta:

Spetta a tutti noi

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immagine sopra tradotta:

Consuma in modo differente: ciò che compri, ciò che mangi e come ti approvvigioni di energia.

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immagine sopra tradotta:

Vota per i politici che si batteranno per i cambiamenti climatici, per la fine dei sussidi nei combustibili fossili, che investano nelle rinnovabili, che  lasceranno le fonti di energia fossile sottoterra e che supportino una tassa sull’uso del carbone (o sulle emissioni di carbonio)

Per saperne di più:

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Funziona l’impianto fotovoltaico?

Con oggi – 7 dicembre 2016 – il nostro primo impianto solare fotovoltaico da 3 kW compie nove anni.

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Ha prodotto 28 mila 213 kWh di energia elettrica pulita fin qui con un risparmio di 19 mila 751 Kg di CO2 (emissione evitate nell’atmosfera). Nessun guasto. Il rendimento di produzione è calato leggermente, ma era previsto. Rimangono altri undici anni di conto energia e scambio sul posto e poi speriamo altri dieci di produzione energetica residua che contiamo di accumulare in qualche batteria.

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Nel 2012 abbiamo installato un secondo impianto fotovoltaico sempre da 3 kW, che va pure bene, anche se ha registrato recentemente un problema all’inverter, guasto prontamente risolto dall’efficiente intervento in garanzia del produttore.

Ancora oggi gli impianti solari rappresentano una delle poche soluzioni che le famiglie hanno per rendersi energeticamente indipendenti e pesare meno sull’ambiente. Chi può si faccia coraggio!

Monitorare l’aria interna negli edifici

Ci si preoccupa sempre della qualità dell’aria esterna, comprensibilmente, per via dell’inquinamento provocato dai trasporti, dagli impianti di riscaldamento, dalle attività produttive e comunque da tutte le attività dell’uomo in genere. Ma la qualità dell’aria degli ambienti interni in cui viviamo, cioè abitazioni, uffici, automobili com’è?

È convinzione di molti che all’interno siamo al riparo dagli inquinanti. Purtroppo non è proprio così.

Prendiamo per esempio un’abitazione civile in una città media di provincia. Se l’abitazione non possiede un sistema di trattamento dell’aria o comunque di ventilazione forzata, dovremo fare i conti con la necessità manuale di ricambio dell’aria. Questa è dovuta al fatto che gli uomini, e gli animali domestici, se ci sono, consumano continuamente l’ossigeno all’interno dei locali e producono anidride carbonica e umidità. Maggiore è il numero di soggetti occupanti e maggiore necessità di ricambio aria si ha.

Per questo motivo è necessario aprire le finestre per quattro o cinque minuti almeno due volte al giorno. Questo recitano genericamente le regole empiriche.

Ma come misurare la qualità dell’aria con maggiore precisione?

Ebbene in questi anni me lo sono spesso domandato  e mi sono messo a cercare informazioni utili. Così ho scoperto un sacco di cose interessanti.

Innanzitutto gli inquinanti all’interno degli ambienti in cui viviamo possono essere molti, specialmente se l’edificio è di recente costruzione. Infatti in quel caso i materiali utilizzati rilasciano ancora abbondantemente particelle più o meno tossiche. Vedi per esempio le colle, i solventi, le pitture (non naturali), pavimenti in linoleum, ecc… Poi ci sono gli arredi comuni realizzati con legnami non massello e quindi con truciolare, o simili con scarti di lavorazione incollati. Qui l’emissione di formaldeide può essere importante.

Ci sono anche gli inquinanti che ci portiamo inconsapevolmente all’interno dell’ambiente domestico. Per esempio l’utilizzo di erogatori di essenze e profumazioni in genere (quelle cinesi sono le peggiori), tessuti impregnati di solventi. L’uso di stufe e caminetti a biomassa legnosa ed il fumo da sigaretta. Questo vale anche per l’automobile.

Ci potrebbero essere anche inquinanti nel sito dove è costruito l’edificio. Penso al gas radon (di provenienza naturale) oppure perchè ci si trova di fronte ad una strada trafficata, o un sito produttivo e quindi si subisce l’inquinamento esterno.

Qualcuno dice, e secondo me non a torto, che  l’inquinamento dell’ambiente interno è spesso peggiore di quello che si trova all’esterno. Infatti qui passiamo molte ore e così assorbiamo tutte queste sostanze. Dunque altro che essere al riparo!

Allora può essere di aiuto qualche strumento che ci aiuti a visualizzare cosa c’è nell’aria.

Da circa un anno utilizzo con soddisfazione questa piccola stazione di misura della qualità dell’aria. Si tratta dell’Oregon Scientific Air Qualilty  AR112N che ho posizionato sulla scrivania del mio studio.

Oregon Scientific Air Quality Monitor AR112N

Molti conoscono i prodotti di questo marchio che misura sostanzialmente: il tempo, il clima e fa previsioni meteo. Questa volta ha prodotto uno strumento che misura anche altri parametri.

Come si può intuire dalla grafica del pannellino display, si ha una immediata lettura dei valori di temperatura ed umidità che ci dicono come è il clima all’interno dell’ambiente. Ma c’è dell’altro.

La novità sta nei nuovi sensori che rilevano la concentrazione dei gas COV, cioè dei composti organici volatili. Questi sono gas invisibili. Si tratta di composti chimici trovati
molto spesso in materiali edili, detergenti e candeggine domestiche, fumo di sigarette, materiali additivi e adesivi ed altre sostanze simili. Lo sono anche: vernici, cosmetici e pesticidi. Questi gas sono prodotti anche da termosifoni, forni a gas, stufe e caminetti quando sono in funzione.

L’icona smiley, quella in alto con la faccina, ci indica sinteticamente la qualità dell’aria: gli inquinanti sono minimi se l’icona sorride, dunque va tutto bene. Se la faccina è seria siamo in presenza di minime quantità di inquinanti. Se invece la faccina è scontenta allora la qualità dell’aria è scadente. Si può arrivare al punto che si illumini l’icona della finestra aperta e, se attivo, sarà emesso anche un suono di allarme. Questo finché l’aria non migliora.

Al centro si potrà apprezzare l’andamento storico dell’ultime sei ore degli inquinanti COV e del clima interno.

Il pannellino è anche retro-illuminabile.  Non ci sono regolazioni particolari se non la sensibilità dello strumento. Serve una presa di corrente e delle pile per il mantenimento della memoria storica. È solo per uso interno. Il costo di questo apparecchio era attorno ai 110 Euro. Dico era perchè inspiegabilmente è diventato introvabile: credo sia andato fuori produzione. Comunque si trova ancora qualche unità sul mercato anche come usato a poche decine di euro.

So che esiste anche una seconda versione con la sigla AR112C, ma anche questa è introvabile.

Oregon Scientific Air Quality Monitor AR112C

Poiché ho voluto approfondire l’argomento qualità dell’aria, mi sono attrezzato anche con un ulteriore strumento di misura, dotato di ulteriori sensori e funzioni, ma soprattutto con la capacità di essere portato in giro. Lo scopo era anche quello di avere conferma delle misurazioni rilevate dall’altro strumento, cioè dell’Oregon Scientific.

Così, dopo attenta selezione, ho acquisito l’ottimo UNIT-T UT338C.

Air Quality Meter Uni-T

Lo strumento UNI-T qui sopra sostanzialmente ha in più rispetto all’altro una pila al litio ricaricabile, tramite alimentatore esterno (quello del cellulare va bene), che ne permette il funzionamento in autonomia per alcune ore, il che lo rende abbastanza portatile. Inoltre ha un sensore per il particolato  ultra sottile, quindi del PM2,5. Trai COV riesce a rilevare anche la  formaldeide. È più tecnica la lettura dei valori che qui sono in forma numerica senza icone e grafica semplificata. Unica semplificazione è la variazione di colore della retroilluminazione quando i valori rilevati diventano alti e degni di attenzione. Peccato che non tenga la memoria storica dei rilievi e non sia in grado i inviare i dati dalla porta USB (data logger). Questo strumento si trova solo su Internet al costo medio superiore ai cento euro.

Devo dire innanzitutto, che i due strumenti presi in considerazione confermano l’un l’altro le misure di COV (VOC), se utilizzati nello stesso ambiente.

Mentre ho trovato interessante compiere misure all’esterno o in automobile (durante la marcia). Il che mi ha riservato delle sorprese in fatto di rilevazioni di PM2,5 .

In definitiva: trovo molto utile sapere com’è la qualità dell’aria in casa in tempo reale. Da quando li uso ricambio più spesso l’aria negli ambienti ed ho imparato a capire quanto tempo serve farlo. Ho imparato anche quale è l’origine del degrado dell’aria più frequente. Per esempio quando uso a lungo il computer, uso molto la stampante laser  o ci sono diverse persone nella stanza l’aria si degrada rapidamente. Così succede pure quando si cucina e si usa specialmente il forno in casa. Inoltre ho rilevato la presenza di particolato sottile in automobile, soprattutto in mezzo al traffico e nelle città più grandi.

Preciso in fine che il campo degli strumenti di misura della qualità dell’aria è vasto e qui ho preso in considerazione solo alcuni modelli per uso domestico non professionale di fascia medio bassa.

 

Le caldaia a biomasse sono ecologiche?

Prendo spunto dalla pagina di un libro di testo, in adozione alle classi seconde presso IPSIA di Portogruaro, per evidenziare un equivoco sul tema.

Copia di Libro di tecnica di Alex
argomento tratto da un libro di testo per IPSIA

Se leggete nel riquadro sotto la foto, dentro l’articolo ritagliato (quello nell’area gialla), trovate scritto: “la scelta di una caldaia a legna porta un contributo positivo all’ambiente e alla tutela del clima, in quanto durante la combustione viene ceduta la stessa quantità di anidride carbonica rispetto a quella prelevata durante il processo di crescita”.

Siete convinti? Trovate nulla di strano? Ebbene, vi aiuto. Lì si dice che bruciare biomassa legnosa è ecologico! Voi direte: ma è così, niente di più naturale. È anche incentivato dallo stato il comportamento!

Capisco, ma si tratta di un equivoco e di usi tradizionali. Purtroppo la realtà è diversa!

Innanzitutto il termine “combustione” dovrebbe allarmare da solo. Infatti tutto ciò che produce combustione (brucia) inquina per definizione.

L’equivoco sta nel fatto che: rispetto all’emissione di anidride carbonica (CO2), che è un gas ad effetto serra,  bruciare biomassa in effetti risulta neutrale (in vita le piante assorbono CO2, ma quando bruciano la emettono di nuovo). Inoltre la strategia Europea “20-20-20” di riduzione dei gas ad effetto serra, dei consumi energetici, e dell’incremento dell’utilizzo delle energie rinnovabili ha portato ad un quadro normativo che ha determinato una progressiva diffusione delle tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare, in Veneto, si sono diffuse le centrali a biomassa). Sono stati quindi incentivati anche gli impianti domestici a legna e pellet. Motivo per cui si dice che è la biomassa legnosa è un combustibile ecologico.

Purtroppo non si considerano affatto le altre emissioni nocive derivanti da combustioni, specialmente quelle incomplete come: il Benzo(a)pirene. Non ultimo, si genera anche il famigerato particolato sottile PM10 e ultrasottile PM2,5.

Il benzo(a)pirene appartiene alla classe degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), presenti nell’aerosol urbano e generalmente associati al particolato con diametro aerodinamico inferiore ai 2 micron, in grado quindi di raggiungere gli alveoli polmonari e di conseguenza il sangue.

Al momento questi inquinanti oltre ad essere degli irritanti per il naso, la gola e gli occhi, sono stati inseriti, per le loro proprietà mutagene e cancerogene, nel gruppo 1 della classificazione IARC.

Tuttavia devo dire che nell’immagine pubblicata compare un ottimo esempio di generatore di calore a biomassa legnosa (la caldaia verticale di colore giallo sulla sinistra). Si tratta un una caldaia a pirolisi (a fiamma rovescia) ad alto efficienza e basse emissioni. Se le caldaie a legna fossero tutte così, faremmo un gran salto in avanti in fatto di emissioni nocive. Purtroppo nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte a generatori tipo caminetti aperti e stufe a legna o pellet non certificate di tipo economico.

Ad aggravare la situazione c’è poi il capitolo manutenzioni. Pochi eseguono la corretta e regolare manutenzione di generatori di calore e canne fumarie. Questo fatto aumenta i rischi di cattive combustioni con aumento degli inquinanti ed il rischio di incendi.

Qui parliamo sia di inquinamento interno ( abitazioni) sia esterno.

Non ultimo, anche i nostri sindaci e amministratori sottovalutano il pericolo per la salute dalla presenza massiccia nei centri abitati di queste stufe, caminetti e caldaie a biomassa. Per non parlare delle grandi centrali. Anzi, direi che ignorano il rischio anche per il fatto che sono secoli che si usa così.

In definitiva bisognerebbe: adeguare i regolamenti comunali, informare gli utenti e promuovere buone pratiche. Poi, effettuare controlli e sanzionare i trasgressori. Oppure si potrebbe direttamente bandire l’uso di legna e pellet nei centri urbani tra qualche anno, per la salute di tutti.

Speriamo che in quella scuola qualcuno spieghi ai ragazzi perchè riscaldarsi con la legna non è ecologico. A mio figlio ci penso io!

Alcuni dati di fatto:

Sulla qualità dell’aria nel Bacino Padano: a causa delle condizioni atmosferiche di elevata stabilità, scarsa circolazione dei venti e per la presenza di diverse sorgenti emissive (attività produttive, arterie stradali e autostradali, emissioni da riscaldamento domestico, ecc..), la pianura padana è accomunata da situazioni di superamento dei valori limite ed obiettivo stabiliti dal Decreto Legislativo n.155/2010, almeno per quanto riguarda le polveri sottili, il biossido di azoto, il benzo(a)pirene e l’ozono.
Per quanto riguarda il riscaldamento domestico, la crisi economica e l’aumento dei prezzi dei combustibili hanno determinato la riscoperta di stufe e camini a legna.
Dalla recente indagine Istat “I consumi energetici delle famiglie” emerge che, nel 2013, la biomassa vegetale è stata una fonte principale di alimentazione degli impianti di riscaldamento delle abitazioni italiane, seconda solo al metano.

Alcune considerazioni:

Secondo i dati ISPRA 2010 le emissioni della Regione Veneto di Idrocarburi Policiclici Aromatici IPA (2010) sono attribuite quasi interamente (71%) al macro settore relativo alla combustione non industriale, seguito dai processi produttivi con l’11%, dal trattamento dei rifiuti e discariche con il 9% e dai trasporti stradali con l’8%. Nel dettaglio, le emissioni di IPA sono attribuite per il 94% alla combustione di biomassa (legna) in impianti residenziali.
Le emissioni di inquinanti più elevate si sono riscontrate nel caminetto aperto e nella stufa tradizionale e avanzata, anche se molto inferiori, negli apparecchi a pellet ad alimentazione automatica.

Da notare che: le considerazioni qui sopra provengono dall’Osservatorio Regionale Aria dell’ARPAV, ente deputato che  monitora le concentrazioni di diversi inquinanti nelle centraline di qualità dell’aria sul territorio regionale i cui dati sono consultabili da chiunque sul loro sito Internet.